Approfitto di una pausa per linkare questo corto (?) che mi è piaciuto particolarmente.
Non sono mai stato né a Beirut né in Libano ma sono quasi sicuro che una volta lì non me ne andrei per niente al mondo. Racconti di amici, racconti di scrittori, cinema, musica, ogni cosa che riguarda quel posto mitico (Beirut è una delle città più antiche al mondo abitata con continuità) mi affascina.
Su una sottile striscia di terra e con le montagne che li spingono verso il Mediterraneo i Libanesi, come i Genovesi, sono partiti per mare fondando empori commerciali un po' ovunque sulle coste di questa nostra meravigliosa pozzanghera salata.
Custode di una cultura antica, di una lingua dolcissima e di una cucina raffinata questo popolo pacifico non può che godere di tutta la mia ammirazione.
P.S. @Lucìa, grazie per la segnalazione, te estàs acostumbrando a enviarme enlaces chulerrimos.
P.S. @Camilla, la colonna sonora è, in parte, dei Mashrou' Leila. Credo che l'apprezzerai ancor di più.
sabato 11 dicembre 2010
mercoledì 8 dicembre 2010
Sulla legittimità ideologica e storica di Israele, intervista con Shlomo Sand
Lo scrittore israeliano Shlomo Sand, 63 anni, è stato in Marocco la settimana scorsa per presentare il suo libro, uscito il 3 settembre per “Fayard”, intitolato “Come fu inventato il popolo ebreo”.
Per l'occasione il professore di storia all'università di Tel Aviv ha partecipato a due presentazioni, presso la Fondazione Ibn Abd el Aziz e presso Carrefour des livres.
L'opera in Israele è stata un vero best-seller vendendo diversi milioni di copie [un libro che vende milioni di copie in un Paese con 7,5 milioni di abitanti suona un po' eccessivo per gli standard italiani, n.d.t.]. Ha conosciuto un discreto successo anche in Europa. Le copie ordinate dal Carrefour des livres sono andate via come il pane ed è stato necessario ordinarne di nuovi.
Nella sua opera Sand rimette in questione la legittimità storica della “nazione ebraica israeliana” ma invita i popoli arabi a riconoscere lo Stato di Israele come conditio sine qua non per andare avanti.
mercoledì 17 novembre 2010
Esempi di censura presi quasi a caso...
- In Tunisia il sito Tunivision recensisce il brano di un giovane rapper. La canzone è una lettera rivolta al presidente Ben Ali.
Tre giorni dopo l'articolo viene censurato benché non contenga alcun elemento pornografico né inciti in all'odio o alla violenza.
Il presidente Ben Ali afferma in un comunicato rivolto al presidente del sindacato dei giornalisti tunisini che "oggi in Tunisia non esiste alcun tabù, i media tunisini possono trattare ogni questione senza alcuna forma di censura che non sia quella imposta dalla propria coscienza, nel rispetto della legge e dell'etica professionale".
lunedì 1 novembre 2010
Matrimonio d'interessi
Lui: il denaro
Lei: il potere
Se avremo un maschietto lo chiameremo Fasad*, se sarà femminuccia la chiameremo Rashwa*
Entrambe le parole vogliono dire corruzione...
martedì 26 ottobre 2010
Eduardo Galeano, la paura e la propaganda
Poco tempo fa ho malauguratamente (ma forse non tutti i mali vengon per nuocere) fatto la conoscenza di un gruppo di islamofobi agguerriti, ho provato ad avere una discussione con loro ma senza esito alcuno.
In un certo senso mi ha incuriosito la scoperta di questo settore della società con il quale, in fondo, prima d'ora mi ero limitato a piccoli battibecchi o a semplici sguardi di sufficienza e commiserazione (cosa della quale in realtà non vado molto fiero).
Mi sono chiesto quindi perché questa gente avesse una visione del mondo così distante dalla mia? Che esperienze terribili devono aver mai fatto per arrivare ad odiare a tal punto? Chi sono? Quanti sono?
Dicevo che dai tentativi di dialogo ne ho ricavato ben poco: ho rimediato insulti ed ho riscontrato da parte di molti di loro un'incapacità di leggere il dato reale.
Mi sono sembrate persone paralizzate nelle loro posizioni da qualcosa di infinitamente più forte del raziocinio. Qualcosa che fa vedere loro l'Islam come il Male assoluto, come l'onda verde che travolgerà l'Europa bruciandone le chiese e sottomettendone tutti i liberi cittadini.
Cosa può paralizzare un individuo a tal punto? La stessa cosa in grado di sopraffare la ragione: la paura. Ma la paura per diventare un sentimento governabile dal potere ha bisogno di nutrirsi di propaganda. Una storia vecchia. Che dovremmo aver imparato...
Già, perché la storia dell'onda verde islamica che distruggerà l'Europa somiglia troppo da vicino alla marea rossa comunista che avrebbe divorato l'Occidente, la storia delle armi di distruzione di massa come casus belli ricorda terribilmente quella del Golfo del Tonchino, il sentimento di odio verso genti semitiche che professano un'altra religione è già stato vissuto dall'Europa più di una volta.
Odio, ignoranza e paura sono un cocktail micidiale. La propaganda è la miccia che il Potere può decidere di accendere in qualsiasi momento.
Anche io adesso ho paura...
Mi salverò semplicemente cercando di informarmi e di non cadere nel circolo dell'odio?
Comunque tutto quello che ho appena scritto, in fondo, è cosa che tutti ben sappiamo. Voleva semplicemente essere introduzione ad un discorso sul tema fatto da chi usa la lingua ed organizza il pensiero molto meglio di me: Eduardo Galeano.
P.S. Vi consiglio di guardarli tutti e tre fino in fondo, non vi fate spaventare dalla lunghezza (è pieno di pause) né dalla lingua (lo spagnolo uruguayo è simile all'italiano, fate finta di essere romani che devono capire un piemontese...;) )
Ringrazio Lucía per avermi segnalato il video.
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domenica 17 ottobre 2010
Raoui - Souad Massi
Oggi, per cambiare un po', vi propongo una canzone della cantante algerina Souad Massi. Una voce incantevole per una classica ballata, Raoui, dall'omonimo album del 2001.
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